23 settembre 2015

CUBA: Aggiungi un Posto a Tavola nel Comedor

Nome del progetto: “CUBA: AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA NEL COMEDOR!”

Beneficiari: Comunità parrocchiali di Santo Domingo, Manacas ed Esperanza, nella diocesi di Santa Clara. In particolare: persone inferme, anziane, povere, giovani in cerca di lavoro, carcerati.

Località: Parrocchie di Santo Domingo, Manacas, N.S. della Esperanza – Diocesi di Santa Clara, CUBA.

Missionari di riferimento: Don Piero Pigollo, religioso inviato fidei donum dalla Diocesi di Genova per la missione di Cuba.  

Come aiutarci: Puoi contribuire effettuando un versamento all’Associazione Mesì Mesì Onlus e specificando nella causale:CUBA: AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA NEL COMEDOR!”.

Descrizione generale della situazione: La Repubblica di Cuba è un arcipelago dei Caraibi settentrionali, composto da quasi 4200 isole e isolette dette cayos che circondano l’isola principale. 

Il numero di sacerdoti è ancora esiguo rispetto alla popolazione (1/32000 ab.) ma la Chiesa Cattolica sta iniziando a svolgere un ruolo sempre più significativo nella vita sociale del Paese. Il viaggio di San Giovanni Paolo II nel 1998 – seguito da quello di Papa Francesco nel 2015 – ha aperto la strada ad un messaggio di speranza, pace ed amicizia, con un impatto incancellabile sulla vita dei cubani. Il clima di dialogo con il Governo va avanti nonostante gli oltre 50 anni di regime comunista che ha visto persecuzioni religiose e molti episodi di intolleranza. La Chiesa Cattolica continua la sua esortazione a liberalizzare la vita politica ed economica del Paese.
La Diocesi di Santa Clara si estende su due province: la provincia di Villa Clara e la provincia di Sancti Spiritus. In questa Diocesi si trova la parrocchia di N.S. della Esperanza della quale don Piero è parroco. Nelle altre parrocchie della Diocesi sono presenti don Michele Farina di Savona (parrocchia di Santo Domingo) e don Paolo Bacigalupi di Chiavari (parrocchia di Manacas). Gli abitanti delle due parrocchie di N.S. della Esperanza e Manacas sono circa 60000, sparsi su un territorio grande come Genova, raggruppati in piccole comunità cristiane nella pianura cubana, dominata dalla coltivazione della canna da zucchero. I preti o i catechisti cercano di visitare le comunità con regolarità, nonostante le difficoltà negli spostamenti. I luoghi di incontro sono piccole strutture semiaperte, che si chiamano Caney oppure le case delle famiglie. Ci sono comunità di 50–60 persone, altre di 15-20. Le attività principali sono la visita ai malati della parrocchia, le
mense dei poveri (comedor), la pastorale del carcere, la catechesi.

Segue parte dell’intervista rilasciata da Don Fully, predecessore di Don Piero, alla Fondazione CUM:

“Il vivere quotidiano a Cuba per la Chiesa Cattolica è certamente particolare. C’è un controllo effettivo del partito sulle attività della chiesa, che non devono mai debordare. Davanti alla sede della missione è stata aperta la sede del partito. Se è gestita bene, l’attività non fa problema e c’è collaborazione: dalle fotocopie, ai pezzi della macchina, una collaborazione reciproca, senza ostilità se si lavora tranquillamente. […] Noi abbiamo seguito questo consiglio, che invitava sostanzialmente ad una generosità più serena, fatta nella ferialità e senza i riflettori. Quello che caratterizza la vita della chiesa nella nostra parrocchia è la visita nelle case, l’occuparsi dei poveri in un tessuto di catechesi che prima era abbandonato. Si riesce a far sviluppare la fede attraverso cose semplici, con grande umanità, attraverso gli anziani che sono i più soli e che tengono accesa la fiaccola della Fede. E poi i bambini: tra le persone delle nostre due parrocchie c’è un risveglio: sempre più gente chiede i sacramenti, sempre più gente partecipa. Senza parlare del culto della Virgen del Cobre, che coinvolge tutto il popolo cubano. Timidamente si muove qualcosa. Alcune processioni sono state autorizzate: a quella organizzata dal vescovo di Santa Clara, Mons. Arturo Ruiz Gonzales, alle 7 del mattino, c’erano 6000 persone, un mare di gente”. 

Descrizione del progetto: Con il progetto “CUBA: AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA NEL COMEDOR!” intendiamo contribuire al mantenimento ed allo sviluppo delle mense dei poveri (comedor) presenti presso le parrocchie della missione: a Santo Domingo sono attivi due comedor (uno da 130 e uno al Juanito da 50 persone) avviati da molti anni; a Cascajal gli utenti sono 50; a Jicotea e ad Esperanza le persone che usufruiscono del servizio sono rispettivamente 25 e 35. Ogni giorno i comedor forniscono centinaia di pasti sia nelle proprie sedi sia portando il cibo nelle case più lontane. Il progetto non ha solo una valenza caritativa poiché il comedor è anche luogo di incontro, di scambio, di preghiera. Al suo interno si svolgono gli incontri delle persone che seguono le famiglie dei carcerati. Le attività, che inizialmente venivano svolte in una stanza della parrocchia, per l’aumento costante delle persone accolte, furono trasferite in una casa messa a disposizione da una famiglia della parrocchia. I servizi offerti sono: docce, lavanderia, colazione, pranzo e cena (a domicilio per i malati e per le persone che non possono raggiungere il centro con propri mezzi, grazie a persone caritatevoli che percorrono grandi distanze con gavette piene di cibo in bicicletta!), animazione, formazione e lavoro, distribuzione di materiale per l’igiene a infermi e carcerati, distribuzione di alimenti a persone sottoposte a dialisi renale e a malati terminali, laboratorio di cucito (i lavori artigianali prodotti sono regalati ai malati o a persone povere), laboratori di manualità per la terza età. Nel comedor lavorano persone salariate in regola, che costano 20 euro al mese. In media il comedor costa 10 euro a persona al mese

Obiettivi del progetto: I fondi raccolti dall’Ass. Mesì Mesì ONLUS per questo progetto saranno da noi inviati alla missione di Cuba dove verranno utilizzati in particolare per l’acquisto dei materiali e del cibo necessari all’attività dei comedor.