HAITI: Aksyon Gasmy

3 settembre 2015

Nome del progettoMAWOUJ- HAITI: AKSYON GASMY

Beneficiari: Bambini con handicap o affetti da gravi malattie

Località: Mawouj, Diocesi di Port de Paix – Haiti

Missionari di riferimento: Maddalena Boschetti, missionaria religiosa genovese di spiritualità camilliana. Madda opera attualmente presso la comunità missionaria della Parrocchia di Sant’Anna di Mawouj.

Come aiutarci: Puoi contribuire effettuando un versamento all’Associazione Mesì Mesì Onlus e specificando nella causale “Progetto MAWOUJ – HAITI: AKSYON GASMY”.

Descrizione generale della situazione: Mare Rouge si trova nel Dipartimento Nord-Ovest di Haiti, nel comune di Môle Saint Nicolas ed è confinante con i comuni di Bombardopolis e Jean Rabel. Ha una popolazione di circa 35.000 abitanti ed è a 800 metri sul livello del mare. Le comunicazioni sono difficili per l’impraticabilità delle strade: per percorrere i 200 km che separano Mare Rouge dalla capitale Port-au-Prince sono necessarie, normalmente, dalle 8 alle 10 ore di fuoristrada. In tutto il dipartimento non ci sono né erogazione di energia elettrica né di acqua potabile. Anche l’educazione presenta un problema grave: lo stato garantisce la scuola elementare solo al 15/20% dei bambini aventi diritto. Il resto viene accolto da scuole private con costi elevati e, spesso, con scarsa qualità dell’insegnamento e delle strutture. Per quanto riguarda la salute, i centri medici sono scarsi e poco attrezzati.

Descrizione del progetto: La Parrocchia S.Anna insieme alle attività pastorali è impegnata nella gestione di progetti per i settori che presentano le maggiori criticità: scuola, sanità, costruzione delle case e formazione. Un impegno a tutto tondo che si fonda sul presupposto di educare gli haitiani a diventare responsabili in prima persona e a trovare strade per risolvere i problemi.

Cosa è Aksyon Gasmy: AKSYON GASMY (AG) è il nome con cui si identifica il Progetto Pastorale della Comunità Missionaria della “Parrocchia Sant’Anna” di Mawouj per aiutare i bambini handicappati o affetti da gravi malattie presenti sul suo territorio. È un complesso insieme di azioni che ha il fine di edificare una Comunità Cristiana capace di vivere il Vangelo e proclamare e difendere il valore della Vita dei suoi figli più fragili ed emarginati e la loro dignità di Persona.

QUANDO di Aksyon Gasmy: situazione attuale e prospettive. Sul territorio della Parrocchia sono stati fino ad oggi aiutati circa 130 bambini con handicap o con malattie invalidanti. Fra questi bambini sono attualmente seguiti: 5 idrocefali, 17 epilettici, 4 con gravi disturbi della crescita (nanismo), 3 con gravi malformazioni scheletriche, 4 ciechi e 5 mal vedenti, 2 sordomuti, 2 sordi, 2 muti, 4 sofferenti di gravi forme di rachitismo (con deformazioni ossee), 36 con ritardo o con danni cerebrali, 8 down, 4 con problemi ortopedici gravi, 1 paraplegica, 2 sofferenti di disturbi cardiaci, 2 con diagnosi di osteomielite cronica, 3 con malattie agli occhi, 1 con una malattia alla pelle, 2 con grave forma di anemia falciforme. Dei bambini seguiti per altre gravi malattie invalidanti sono stati presi in carico per operazioni e terapie: 4 malati di tumore, 1 con osteomielite cronica, 4 per gravi malformazioni addominali, 1 per problemi ortopedici. Circa 25 bambini sono stati operati di ernia inguinale e/o scrotale, patologia molto diffusa fra i maschietti. Nei 5 anni dall’inizio dell’attività di Aksyon Gasmy sono 10 i bambini handicappati o malati gravi conosciuti e seguiti che sono deceduti a causa della gravita delle loro patologie.

COME di Aksyon Gasmy: le scelte e le strategie

  • Sviluppo di una rete di contatti: Si è cercato di prendere contatto con ospedali e con medici specialisti in capitale o sul territorio per riuscire a trovare validi aiuti per inquadrare e valutare i bambini dal punto di vista medico e si è preso contatto con altre strutture per la formazione del personale. In questo modo si è creata una rete di contatti che fanno da riferimento a seconda delle patologie o dei bisogni dei bimbi di cui ci si occupa.
  • Formazione dei volontari: La formazione del personale verte a dare ai volontari conoscenze elementari sulle patologie più diffuse fra i bimbi seguiti e sulle norme di prevenzione e di igiene in modo tale da poterli rendere capaci di trasmetterle anche alle famiglie dei bambini seguiti; si è optato inoltre per aiutare alcuni fra i responsabili per seguire corsi per la mobilizzazione elementare, stimolazione e nutrizione del bambino con handicap.
  • Inserimento sul territorio: La conoscenza di sempre più bambini ha portato a decidere di aggiungere alle visite nelle case anche degli incontri mensili, suddividendo in quattro vaste zone il territorio della parrocchia. Ogni mese, quindi, si tengono 4 riunioni, ospitate negli ambienti che la parrocchia mette a loro disposizione nei vari luoghi, dove le mamme con i bambini incontrano i responsabili di zona. In questa occasione i bimbi sono accolti e messi a loro agio per giocare e socializzare ed essere valutati nel loro sviluppo psicomotorio dai responsabili e le mamme hanno l’opportunità di condividere i loro problemi e le loro difficoltà e anche di ricevere una breve formazione su di un argomento scelto in precedenza.
  • Ruolo privilegiato della famiglia: Il progetto aiuta le famiglie ad aiutare i bambini. La famiglia è il luogo naturale di ogni figlio, è in essa che il bambino impara a sentirsi accolto e valorizzato. Mettendolo al centro dei suoi membri, la famiglia sperimenta la forza dell’amore e inizia ad introdurlo nella società senza condizionamenti negativi e limitativi. Più persone si accorgono di questi valori e più diminuisce la paura del diverso, dell’altro e cresce la stima e la disponibilità alla collaborazione e all’integrazione.
  • Impegno della comunità parrocchiale: Mettendo in evidenza i bambini handicappati davanti agli occhi i tutti, assegnando loro i primi posti in chiesa per le funzioni, coinvolgendoli per catechismo e attività varie e manifestazioni di ogni tipo, la comunità parrocchiale e la società tutta vengono condotte a riconoscere questi bambini come persone e a riconoscersi capaci di solidarietà e di accoglienza, disponibili e capaci di aiuto.
  • Personalizzazione degli aiuti: Si risponde ai bisogni concreti del bambino, stendendo per ognuno un “progetto” di aiuto, per venire incontro alle differenti esigenze del piccolo e della famiglia. A seconda della situazione, può aiutare a migliorare la qualità di vita del piccolo, aggiungendosi alla formazione, al supporto e all’amicizia forniti alla famiglia.
  • A fianco della popolazione locale: Tutto ciò che ha preso forma nello sviluppo di questo progetto, così come di tutte le altre attività della comunità missionaria di Mawouj, è nato basandosi sulla conoscenza della vita e della società haitiana acquisita sul posto, cercando con e per la gente del luogo soluzioni ai problemi effettivi incontrati in corso d’opera.
  • Partecipazione economica della famiglia e della comunità: La responsabilizzazione della famiglia e della comunità passano anche al riuscire a renderle partecipi economicamente di quanto fatto per i bambini. Ogni famiglia deve contribuire in qualche modo e a seconda delle sue possibilità e la comunità parrocchiale deve impegnarsi anche a trovare fondi per finanziare le iniziative a favore dei bambini.